I PENSIERI MUTANO FORMA

Storie strane, strumenti narrativi
e un laboratorio creativo

Morphoboros è una casa per racconti editi e inediti, audiolibri e piccoli esperimenti narrativi: glitch, oracoli, giochi di scrittura e motori di ricerca tematici per libri, film, serie e videogiochi.

Subito sotto trovi il motore di ricerca storie: parti da un titolo, da un autore o da un volto del cinema e lascia che le connessioni emergano da sole. Nel Laboratorio creativo puoi scrivere su un foglio pulito, senza distrazioni, come uno scrittore vero; più in là ti aspettano il Muro virtuale, gli audiolibri e il Little Shop! creativo.

Banner Lilla Sofà
MORPHOBOROS PRESENTA
La leggenda di Lilla Sofà
Tratto da una storia quasi del tutto falsa – Disponibile ora!

Cosa succede quando un cane randagio diventa involontariamente l'influencer più famoso della Sabina? Chiedetelo alla Bestia – un piccolo segugio spelacchiato che vive di cassonetti rovesciati e filosofia spicciola dispensata da un gatto obeso di nome Lapillo.

Scopri di più! Romanzo illustrato dalla mano e dalla mente di Valentina Quadrini.

Racconti · Universi brevi

Racconti editi e inediti, opere di pubblico dominio che si storcono e si riscrivono.
Dalla narrativa strana ai wired originali.

Storie brevi, lunghissime, seriali e fuori formato: esperimenti di scrittura, rimaneggiamenti di classici, appunti narrativi che non sapevano dove andare e sono finiti qui.

Cosa trovi nella sezione Racconti

Nella sezione Racconti trovi un miscuglio controllato: testi editi e inediti, riscritture di opere di pubblico dominio, racconti strani e wired originali pensati per vivere bene anche online.

Alcune storie sono prototipi di romanzi futuri, altre sono esercizi di stile, altre ancora sono semplicemente errori felici che valeva la pena lasciar scappare nel bosco.

È un archivio in movimento: ogni tanto qualcosa sparisce, qualcosa ricompare in forma diversa, qualcosa si allunga e diventa altro.

Giada si sente grassa

Un corpo che si trasforma in enigma, una gravidanza che brucia il tempo, una seconda vita che eredita lo stesso sguardo nello specchio.

La verità la colpisce brutale mentre fissa il proprio riflesso nello specchio del bagno - il suo corpo ancora perfetto che si trasforma in un enigma di carne e ossa. Le dita corrono sulla pelle liscia cercando imperfezioni invisibili, rigonfiamenti sospetti, smagliature improvvise.

Giada si sente grassa

Un corpo che si trasforma in enigma, una gravidanza che brucia il tempo, una seconda vita che eredita lo stesso sguardo nello specchio.

La verità la colpisce brutale mentre fissa il proprio riflesso nello specchio del bagno – il suo corpo ancora perfetto che si trasforma in un enigma di carne e ossa. Le dita corrono sulla pelle liscia cercando imperfezioni invisibili, rigonfiamenti sospetti, smagliature improvvise.

«Ma figurati, tesoro!», esclama Mara spalancando le braccia come fa sempre quando vuole abbracciare il mondo intero. «Sarà la ritenzione idrica, o quel maledetto glutine che ti perseguita. O forse», aggiunge con un sorriso sghembo, «è tutta colpa di quella cassata siciliana che ti sei divorata ieri sera!». Giada sorride e finge indifferenza, ma un terrore viscerale le divora lo stomaco, propagandosi in ogni fibra del suo essere. Giada si sente grassa.

Giorno dopo giorno, il corpo inizia una metamorfosi inarrestabile. Nel suo grembo, un feto sviluppa organi e tessuti con meticolosa precisione biologica, mentre la sua carne si ribella alle leggi naturali in un vortice di decadimento accelerato. La pelle si raggrinzisce come carta vecchia, le articolazioni scricchiolano come legno marcio, i muscoli si afflosciano come cera al sole. I telomeri si sgretolano, le cellule impazziscono in una senescenza accelerata, le ossa si svuotano come anfore antiche. Il ventre, paradossalmente, si gonfia di vita nuova mentre l'epidermide, un tempo levigata, si trasforma in una mappa di rughe che raccontano decenni mai vissuti.

Nei corridoi dell'ospedale, i medici passano di mano in mano i referti con occhi sgranati: la Sindrome di Hutchinson-Gilford le sta divorando il tempo, settant'anni di vita consumati in nove mesi di gestazione, un'equazione impossibile che la scienza può solo osservare impotente. Nel reparto maternità, Giada - ormai un guscio fragile di novant'anni - stringe al petto sua figlia con le ultime forze rimaste. Le sue mani tremanti, disseminate di chiazze senili scure come corteccia marcita, accarezzano quella vita vermiglia appena sbocciata. L'aria asettica dell'ospedale brucia nei suoi polmoni esausti mentre tenta un ultimo sorriso con le labbra screpolate e bluastre. Il monitor cardiaco rallenta il suo ritmo, finché non resta che un lungo suono continuo. La bambina si chiamerà Giada, in memoria di una madre consumata dal tempo.

Il fluire delle stagioni trasforma la piccola Giada in una giovane donna. Accumula ricordi, conquiste e delusioni, assapora la dolcezza della cassata siciliana e la gioia delle risate con le amiche. Fino a quando, in un mattino qualunque, la verità la colpisce brutale mentre fissa il proprio riflesso nello specchio del bagno - il suo corpo ancora perfetto che si trasforma in un enigma di carne e ossa. Le dita corrono sulla pelle liscia cercando imperfezioni invisibili, rigonfiamenti sospetti, smagliature improvvise. Giada si sente grassa.

F I N E

Non affezionarti – LoTek
Indie Pop · EP · 2025

Non affezionarti – LoTek

Lo Stil Novo esce dal manoscritto e va a farsi le vasche.

Fuori dal solito bar, dove si fa lo struscio e ci si conta a vicenda le vasche, i padri dello Stil Novo hanno appuntamento per un giro di versi e gin tonic. Dante sorseggia lento e parla di rime aspre e selvagge; Guido Cavalcanti finge disincanto, ma tiene il conto delle ferite; Giacomo da Lentini sistema i sonetti come fossero messaggi fissati in alto. Poi arriva Sasha Bazzov della LoTek: cuffie al collo, beat in tasca, e un ritornello che taglia corto: «Non affezionarti».

Le donne angelicate adesso hanno il profilo privato, i miracoli viaggiano tra notifiche blu e messaggi vocali, e le pene d’amore si misurano in stream e replay. Quattro tracce, undici minuti: lo Stil Novo che passeggia nel centro storico tra neon spenti e vetrine chiuse, senza perdere la metrica ma con parecchio sarcasmo.



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